SUL CAVALLETTO CON ADAM HAWKER

 

 

ABBIAMO INCONTRATO L’ARTISTA LUKE ADAM HAWKER PER PARLARE DI HIGHGROVE, DELLA SUA ARTE E DELLA VITA IN GENERALE. 

Luke Adam Hawker è un famoso artista specializzato nel disegno eseguito sul posto. Con una predilezione per il mondo che lo circonda, è particolarmente apprezzato per i suoi bellissimi disegni di alberi. Abbiamo invitato Luke a raggiungerci nei giardini di Highgrove e lo abbiamo incaricato di dare vita ai magici tigli argentati per l’arrivo di Highgrove Bouquet.

 

PROFUMO D’ESTATE

PARLACI DI QUELLO CHE FAI

 

Sono un’artista a tempo pieno specializzato nel disegno sul posto, uso il disegno come un modo per capire meglio ciò che mi affascina, inizialmente si trattava soprattutto di soggetti architettonici.

Col tempo la mia attenzione si è rivolta agli esseri viventi, o più precisamente alla relazione tra i due.

COSA TI ISPIRA COSÌ TANTO DEL MONDO DEGLI ALBERI?

 

Gli alberi mi affascinano per molti aspetti. Sono un’amante della natura da sempre, ma il mio rapporto con il mondo naturale si è evoluto nel corso degli anni e disegnare questi grandi alberi dal vivo mi avvicina alla loro comprensione e alla loro importanza.

La loro bellezza e longevità ispirano il mio lavoro e la mia vita, sebbene sia difficile separare le due cose.

Trovarsi ai piedi di un albero antico e pensare a tutte le vite umane che sono passate nel corso del tempo, suscita un forte senso di umiltà. Alla fine, la nostra irrilevanza individuale non è qualcosa da temere, ma da celebrare. Spero che il mio lavoro avvicini le persone a sentire questa connessione e a capire che la natura non è semplicemente qualcosa da studiare o osservare, ma è intrinsecamente parte di noi.

C’È UN ALBERO IN PARTICOLARE CHE PREFERISCI DISEGNARE?

 

Il mio albero preferito da disegnare è un castagno antico di 600 anni, che ha chiaramente vissuto una vita intensa con molte cicatrici e rami caduti che ricoprono il sottobosco.

Come molti dei miei preferiti, l’ho scoperto nel profondo dei boschi mentre passeggiavo con il mio compagno di disegno e cane Robin. Questo albero in particolare mi ha tolto il fiato: non puoi passarci davanti senza soffermarti ad ammirare i suoi rami nodosi e contorti, e la sua corteccia vorticosa come una nuvola tempestosa congelata nel tempo.

Ho passato due giorni disegnando al cavalletto per immortalare questo magnifico albero; alla fine del disegno mi sono sentito più vicino a comprendere l’importanza di questo monumentale essere vivente.

Il fatto che sia il mio preferito è confermato dal fatto che quest’albero sarà il protagonista principale del mio prossimo libro. Il mio secondo libro è un racconto di fantasia che esplora il nostro rapporto con la natura, con gli alberi che sono forse la rappresentazione più simbolica della natura nel suo complesso.

COME HAI AFFRONTATO IL TUO PROGETTO PER HIGHGROVE BOUQUET E PER DISEGNARE IL TIGLIO ARGENTATO PIANGENTE CHE COSTEGGIA I GIARDINI DI HIGHGROVE?

 

Quando si disegna sul posto, di solito hai un piano di massima in mente, anche se con il tempo impari che questo piano di solito cambia nel momento in cui arrivi. Questa giornata di disegno non è stata diversa da questo punto di vista.

Singolarmente presi, gli alberi sono bellissimi ma ciò che mi ha colpito è la loro disposizione, gentili guardiani della casa stessa, con il loro profumo e il loro suono ad annunciare il tuo arrivo.

Sapevo che il loro rapporto con la casa era fondamentale per mostrare veramente ciò che rende questi alberi così significativi.

COSA TI HA COLPITO QUANDO SEI ENTRATO NEI GIARDINI DI HIGHGROVE?

 

Highgrove è innegabilmente incantevole; la prima volta che ho visitato i giardini sono rimasto colpito dalla struttura al suo interno, apparentemente concepita da una mente che conosce i principi dell’architettura.

Per un artista affascinato dal rapporto tra i principi dell’architettura e quelli della natura, il giardino offre un’ispirazione infinita.

Inutile dire che non vedo l’ora di tornarci.

Luke Adam Hawker

HAI LA CAPACITA’ DI CATTURARE IL MOVIMENTO NEI TUOI DISEGNI, COME CI RIESCI?

 

Il bello di lavorare dal vivo è riuscire a catturare un lasso di tempo, inteso come momento, il movimento del soggetto, della luce, dei suoni o del vento tra le foglie, delle persone che incontri e che esprimono un apprezzamento per il soggetto, tutti hanno un impatto in qualche modo.

Per me il ruolo di artista è quello di ascoltare i miei soggetti, in modo da poter comunicare la loro essenza attraverso il mio lavoro.

QUANTO TEMPO IMPIEGHI PER CREARE UNA DELLE TUE OPERE?

 

In genere creo i miei disegni sul posto nell’arco di uno o due giorni; il soggetto, il tempo, la stagione hanno tutti un impatto sul tempo dedicato.

DI QUALE STRUMENTO O OGGETTO NON POTRESTI FARE A MENO QUANDO LAVORI A UN PROGETTO?

 

Il mio processo è semplice, in quanto creo un’immagine con un’unica linea sottile nera; dato che uso solo carta e penna, la perdita di una delle due sarebbe piuttosto devastante per il mio lavoro.

TI PIACE ASCOLTARE LA MUSICA MENTRE LAVORI? SE SÌ, QUAL È LA TUA MUSICA PREFERITA?

 

Ascolto musica solo quando lavoro in studio, per i miei lavori di fantasia e per i libri. Quando disegno sul posto, il mio obiettivo è quello di immergermi nel luogo in cui mi trovo; la musica mi distoglierebbe e porterebbe influenze esterne, quindi preferisco ascoltarla solo quando lavoro in studio. Ho una playlist molto variegata per disegnare, che può passare da Einaudi a Björk senza preavviso. Se dovessi abbinare una musica a questo disegno, penso a The Lark Ascending di Ralph Vaughan Williams.

ABBIAMO VISTO IL TUO BELLISSIMO LIBRO “TOGETHER”. DA DOVE NASCE?

 

Non potendo viaggiare e disegnare sul posto, mi sono ritrovato a creare opere più riflessive, traendo ispirazione da ciò che accade intorno a noi.

Dopo aver condiviso questi disegni di fantasia online, sono stato contattato da un editore che mi ha offerto l’opportunità di realizzare un libro.

I protagonisti principali del libro sono il mio defunto nonno e il mio cane Robin. Il libro si è trasformato in un esercizio catartico, che mi ha riavvicinato al ricordo di mio nonno, principale figura paterna per me e mio fratello fin da piccoli.

“Together” è stato tradotto in dieci lingue e si è classificato tra i Best Seller del Sunday Times, cosa che non avrei mai immaginato mentre lo creavo.

Il mio secondo libro  “The Last Tree: A Seed of Hope”  sarà pubblicato il 2 marzo 2023. Questo libro è stato il progetto che mi ha impegnato di più fino ad oggi e non vedo l’ora di condividerlo con il mondo.

GUARDANDO AL PASSATO, QUALE LAVORO TI HA DATO MAGGIORI SODDISFAZIONI?

 

Forse il lavoro che mi ha dato più soddisfazione è il disegno della Elizabeth Tower (Big Ben), a Westminster. Coperta dalle impalcature, ho pensato che quella immagine non si sarebbe rivista per oltre un centinaio di anni.

Nel 2019 sono stato contattato dalla collezione d’arte del Parlamento per una potenziale acquisizione del disegno originale. Ero al settimo cielo quando ho saputo che sarebbe entrato a far parte della collezione e che sarebbe stato protetto ed esposto per molte generazioni a venire. Sapere che la mia arte continuerà a vivere anche dopo di me mi dà grande soddisfazione.

CHE PROGETTI HAI PER IL FUTURO?

 

Gli ultimi anni sono stati impegnativi e a volte eccessivamente complessi, tra tanti libri, commissioni e paternità da gestire.

Spero in un anno particolarmente ricco di disegni, con un’attenzione particolare all’esplorazione e forse a una migliore comprensione del tema della natura, del retaggio e della paternità.

 

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